Archivio per Categoria Accesso al Credito

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Credito d’imposta sanificazione Covid 19

Agevolato l’acquisto di mascherine, barriere protettive e non solo

Con il decreto Liquidità si amplia il novero delle tipologie di spese ammesse al credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, attribuito agli esercenti attività d’impresa, arte o professione. Nello specifico, è ammissibile anche l’acquisto di dispositivi di protezione individuale compresi mascherine chirurgiche (Ffp2 e Ffp3), guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari. Agevolato inoltre l’acquisto dei dispositivi di sicurezza idonei a proteggere i lavoratori quali, ad esempio, barriere e pannelli protettivi. L’incentivo è attribuito, fino ad un massimo di 20mila euro per ciascun beneficiario, nella misura del 50% delle spese sostenute nel periodo d’imposta 2020.

Il credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti produttivi, destinato alle imprese di tutte le dimensioni, amplia il sostegno all’acquisto di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale. A prevedere l’ampliamento del bonus è il decreto Liquidità (D.L. n. 23 del 2020). Il credito d’imposta non dovrà essere utilizzato esclusivamente a sostegno di interventi di sanificazione, ma potrà essere utilizzato anche per acquistare dispositivi per aumentare la sicurezza dei lavoratori in risposta all’emergenza Coronavirus (Covid-19). La misura si affianca a quella che prevede incentivi alle imprese per la riconversione dei cicli produttivi per produrre prodotti sanitari e di protezione alle persone. In quel caso, il bando è gestito da Invitalia e mira a portare in Italia produzioni i cui approvvigionamenti stanno diventando fondamentali per tutti gli Stati.

Cosa prevede il decreto Liquidità

Il nuovo decreto legge riscrive, ampliandolo, il credito d’imposta per le spese di sanificazione, originariamente introdotto dall’articolo 64 del decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020), e tuttora non ancora entrato in operatività in quanto non è stato pubblicato il decreto ministeriale che fornisca le indicazioni di attuazione. La prima modifica riguarda il nome dell’agevolazione che diventa “credito d’imposta per le spese di sanificazione e per l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro”. Già da questo, è chiaro l’intento di ampliare il parco delle spese ammissibili all’agevolazione.

Il credito d’imposta mantiene il fine di incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, ma aggiunge l’acquisto di attrezzature volte a evitare il contagio del virus COVID-19 nei luoghi di lavoro. Il credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici, spetterà ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione. In particolare, la disposizione estende le tipologie di spese ammesse al bonus includendo quelle relative all’acquisto di dispositivi di protezione individuale quali, ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari. Inoltre, l’agevolazione è estesa all’acquisto e all’installazione di altri dispositivi di sicurezza quali, ad esempio, barriere e pannelli protettivi. Sono, inoltre, compresi i detergenti mani e i disinfettanti.

Entità dell’agevolazione

L’incentivo è attribuito, fino ad un massimo di 20 mila euro per ciascun beneficiario, nella misura del 50% delle spese sostenute nel periodo d’imposta 2020. Il credito d’imposta è riconosciuto nel limite complessivo di spesa pari a 50 milioni di euro per l’anno 2020. Il tetto di spesa fa capire che l’agevolazione non sarà automaticamente concessa a tutti quelli che ne avrebbero diritto per requisiti soggettivi e oggettivi.

Tuttavia, né il decreto Cura Italia né il decreto Liquidità, che ne ha esteso l’operatività, forniscono anticipazioni su come sarà gestito tale tetto di spesa. La normativa rimanda infatti ad un decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, da adottare entro la metà di aprile 2020, con cui saranno stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta anche al fine di assicurare il rispetto del limite di spesa.

Le ipotesi più comuni sono quelle di ricorrere a un click-day, premiando quindi i più rapidi a prenotare i fondi e lasciando a bocca asciutta le imprese che non si dimostreranno rapide nella procedura informatica, oppure ricorrere a un riparto dei fondi tra tutti coloro che ne faranno richiesta e risulteranno ammissibili all’incentivo, rischiando però di ridurre sensibilmente l’incentivo spettante a ciascuno, laddove le richieste dovessero superare di molto le risorse finanziarie stanziate.

Cumulabilità

La possibilità di cumulare il credito d’imposta con la quasi totalità degli altri aiuti alle imprese in vigore e di prossima uscita potrebbe essere determinata dal fatto che la nuova agevolazione si dovrebbe caratterizzare, in analogia al credito d’imposta per investimenti introdotto dalla legge di Bilancio 2020, per essere una misura generale di politica economica, in quanto rivolta potenzialmente a tutte le imprese indistintamente.

Sarebbe in questo caso un’agevolazione costituente misura generale è potenzialmente cumulabile con altri incentivi (fiscali o di altra natura) che si qualifichino a loro volta come misure generali, oppure che si qualifichino come aiuti di Stato. L’unica eccezione emerge qualora sia la stessa legge istitutiva della misura generale a prevedere il contrario o a porre limiti massimi di cumulabilità, fatto che non emerge nei due decreti legge, che si sono occupati del credito d’imposta per la sanificazione. Il vincolo che rimane pertanto legato a verifiche sulle altre eventuali agevolazioni che l’impresa intendesse cumulare.

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Camera di Commercio di Avellino – Bando Covid 19

Al via il Bando di contributi 2020 per l’adozione in azienda di misure di sicurezza anti-contagio da covid-19

La Camera di Commercio di Avellino concede contributi alle PMI della provincia per l’adozione in azienda di misure di contrasto alla diffusione del coronavirus, per supportare le imprese irpine nei processi di organizzazione aziendale per la ripresa in sicurezza delle attività nella fase due dell’emergenza sanitaria, tutelando la salute dei lavoratori e dei cittadini, al fine di salvaguardare l’operatività delle imprese ed il mantenimento dei livelli occupazionali .

Il contributo accordato a ciascuna impresa richiedente sarà pari al 50% delle spese ammissibili, fino ad un massimo di euro 2.000,00 (duemila euro). Lo stanziamento destinato al bando è pari a 100 mila euro.

Sono ammissibili le seguenti spese sostenute (fatture emesse) antecedentemente l’invio della domanda a partire dal 31 gennaio 2020 in considerazione della dichiarazione di emergenza sanitaria adottata con delibera del Consiglio dei ministri n. 27/2020, prevedendo la cumulabilità delle diverse spese e fissando dei massimali per ciascuna tipologia:

a) aggiornamento del Documento Unico di Valutazione dei Rischi aziendali (ex art. 17 e 28 D.L. 81/2008) e del Documento Unico di Valutazione da Rischi da Interferenze (ex art. 26 D.L. 81/2008);

b) servizi e dispositivi per la sanificazione dei locali aziendali, ambienti di lavoro, spazi comuni, postazioni e attrezzature;

c) acquisto di dispositivi di protezione individuale(mascherine, guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc), dispenser e gel igienizzante, dispositivi per la misurazione a distanza della temperatura corporea;

d) installazione di barriere, divisori, ecc negli ambienti di lavoro (es. in plexiglass o altro materiale di pari utilità) per garantire la distanza necessaria e la sicurezza di addetti, fornitori, clienti, ecc

La domanda di contributo dovrà essere presentata –  a partire dalle ore 9.00 del 4 maggio 2020 e fino al 30 settembre 2020 – salvo chiusura anticipata per esaurimento fondo – esclusivamente per via telematica attraverso la piattaforma Telemaco https://webtelemaco.infocamere.it/newt/public.htm

Per informazioni di qualsiasi tipo, relative a questo bando o all’invio della pratica telematica di contributo, si prega di contattare la CCIAA di Avellino solo ed esclusivamente via e-mail a questo indirizzo: promozione@av.camcom.it

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Impresa Sicura

Al via i rimborsi per le imprese che hanno acquistato DPI

Al via Impresa SIcura, il nuovo bando attivato da Invitalia che punta a sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese di qualunque dimensione, operanti in Italia. 

Il bando consente di ottenere il rimborso delle spese sostenute dalle aziende per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale finalizzati al contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19. 

Sono 50 milioni di euro le risorse disponibili (fondi Inail, art 43.1 DL Cura Italia del 17 marzo 2020). 

Impresa SIcura rimborsa l’acquisto di: mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3; guanti in lattice, in vinile e in nitrile; dispositivi per protezione oculare; indumenti di protezione quali tute e/o camici; calzari e/o sovrascarpe; cuffie e/o copricapi; dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea; detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici. 

L’importo massimo rimborsabile è di 500 euro per ciascun addetto dell’impresa richiedente e fino a 150mila euro per impresa.

Il bando di Invitalia prevede 3 fasi:

  1. Le imprese interessate dovranno inviare la prenotazione del rimborso dall’11 al 18 maggio 2020, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.00. attraverso uno sportello informatico dedicato, raggiungibile dal sito di Invitalia.
  2. Sempre sul sito dell’agenzia, seguirà la pubblicazione dell’elenco, in ordine cronologico di arrivo, delle imprese ammesse alla presentazione della domanda di rimborso.
  3. La domanda potrà essere compilata dalle ore 10.00 del 26 maggio alle ore 17.00 dell’11 giugno 2020 sempre attraverso procedura informatica.

I rimborsi verranno effettuati entro il mese di giugno.

Contattaci per i dettagli.

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Micro Credito

Il Microcredito è una forma di finanziamento con garanzia pubblica, che consente l’accesso al credito ai cosiddetti soggetti non bancabili, ossia coloro che hanno difficoltà a rivolgersi alle normali istituzioni finanziarie, in quanto sprovvisti delle garanzie richieste.

SOGGETTI BENEFICIARI.

  • Professionisti e imprese individuali, titolari di partita IVA, da non più di 5 anni e con massimo 5 dipendenti
  • Società di persone, società tra professionisti, s.r.l. semplificate, società cooperative e associazioni titolari di partita IVA da non più di 5 anni e con massimo 10 dipendenti.

FINALITA’ DEL FINANZIAMENTO

  1. Acquisto di beni : ivi incluse le materie prime necessarie alla produzione di beni o servizi
  • Pagamento di retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori, pagamento canoni delle operazioni di leasing, pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative
  • Sostenimento dei costi per corsi di formazione aziendale

CARATTERISTICHE

L’importo del finanziamento è di 25.000€, con possibilità di ottenere altri 10.000€ se le ultime 6 rate sono state pagate in modo puntuale e lo sviluppo del progetto finanziato è attestato dal raggiungimento dei risultati intermedi stabiliti dal contratto e verificati dalla Banca. Il rimborso può avvenire con rate aventi cadenza al massimo trimestrale. La durata del finanziamento non può essere superiore a 7 anni. Non sono ammissibili le iniziative imprenditoriali riconducibili ad attività agricola primaria.

Dal momento in cui avviene l’istruttoria della pratica, il cliente sarà assistito da un tutor incaricato dall’ente nazionale per fornire gratuitamente al cliente, tutti i servizi ausiliari necessari prima della concessione del finanziamento. L’unico costo che il cliente sosterrà è il pagamento di un tasso d’interesse, calcolato annualmente sul debito residuo, tale tasso non potrà mai essere superiore al 6%

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Sabatini Ter

Cos’è

  • La misura Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese
  • La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali

A chi si rivolge

  • Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:
    • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca
    • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali
    • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea
    • non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà
    • hanno sede in uno Stato Membro purché provvedano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento

Settori ammessi

  • Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione dei seguenti:
    • attività finanziarie e assicurative
    • attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione

Cosa finanzia

  • I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni” ovvero spese classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile, come declamati nel principio contabile n.16 dell’OIC (Organismo italiano di contabilità), nonché a software e tecnologie digitali.  Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, relative a beni usati o rigenerati, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti”
  • Gli investimenti devono soddisfare i seguenti requisiti:
    • autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito
    • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa

Le agevolazioni

  • Consistono nella concessione da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti all’Addendum alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A., di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per sostenere gli investimenti previsti dalla misura, nonché di un contributo da parte del Ministero dello sviluppo economico rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti
  • L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing)
  • Il finanziamento, che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, deve essere:
    • di durata non superiore a 5 anni
    • di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro
    • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili
  • Il contributo del Ministero dello sviluppo economico è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:
    • 2,75% per gli investimenti ordinari
    • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”)
  •  I beni materiali e immateriali rientranti tra gli investimenti c.d. “industria 4.0” che possono beneficiare del contributo maggiorato del 30% previsto dalla legge 232 dell’11 dicembre 2016 (legge di bilancio 2017), sono individuati all’interno degli allegati 6/A e 6/B alla circolare 15 febbraio 2017 n.14036 e s.s.mm.ii. Alla luce delle novità introdotte dall’articolo 1, comma 32, legge 27 dicembre 2017 n. 205 (legge di bilancio 2018), con circolare n. 269210 del 3 agosto 2018 si è provveduto ad adeguare l’elenco dei beni immateriali (allegato 6/B) in relazione ai quali può essere riconosciuta la misura massima del contributo.
  • Per maggiori chiarimenti circa le caratteristiche tecniche e la riconducibilità dei beni per i quali si intende fruire del beneficio a quelli elencati negli allegati sopra citati, si invita a prendere visione delle linee guida tecniche contenute nella parte terza della Circolare Mise – Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017, n. 4/E
    Esclusivamente in merito alla riconducibilità dei beni fra quelli elencati negli allegati sopra citati è possibile acquisire autonomamente il parere tecnico da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

Come funziona

  • La PMI presenta alla banca o all’intermediario finanziario, unitamente alla richiesta di finanziamento, la domanda di accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge.
  • La banca/intermediario finanziario verifica la regolarità formale e la completezza della documentazione trasmessa dalla PMI, nonché la sussistenza dei requisiti di natura soggettiva relativi alla dimensione di impresa e, sulla base delle domande pervenute, trasmette al Ministero richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo
  • La banca/intermediario finanziario, previa conferma da parte del Ministero della disponibilità, totale o parziale, delle risorse erariali da destinare al contributo, ha facoltà di concedere il finanziamento alla PMI mediante l’utilizzo della provvista costituita presso Cassa depositi e prestiti S.p.A., ovvero mediante diversa provvista
  • La banca/intermediario finanziario che decida di concedere il finanziamento alla PMI, adotta la relativa delibera e la trasmette al Ministero, unitamente alla documentazione inviata dalla stessa PMI in fase di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni
  • Il Ministero adotta il provvedimento di concessione del contributo, con l’indicazione dell’ammontare degli investimenti ammissibili, delle agevolazioni concedibili e del relativo piano di erogazione, nonché degli obblighi e degli impegni a carico dell’impresa beneficiaria e lo trasmette alla stessa e alla relativa banca/intermediario finanziario
  • La banca/intermediario finanziario si impegna a stipulare il contratto di finanziamento con la PMI e ad erogare alla stessa il finanziamento in un’unica soluzione ovvero, nel caso di leasing finanziario, al fornitore entro trenta giorni dalla data di consegna del bene ovvero alla data di collaudo se successiva. La stipula del contratto di finanziamento può avvenire anche prima della ricezione del decreto di concessione del contributo
  • La PMI, ad investimento ultimato, compila, in formato digitale ed esclusivamente attraverso l’accesso alla piattaforma, la dichiarazione attestante l’avvenuta ultimazione, nonché, previo pagamento a saldo dei beni oggetto dell’investimento, la Richiesta Unica (modulo RU) – o in alternativa la Richiesta Quote Rimanenti (modulo RQR) nel caso in cui abbia già richiesto una o più quote del contributo sulla base delle modalità operative previgenti alla data del 22 luglio 2019 – e la trasmette al Ministero, unitamente all’ulteriore documentazione richiesta.
  • Per le domande di agevolazione presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a decorrere dal 1° maggio 2019, aventi un importo del finanziamento deliberato non superiore a 100.000,00 euro, l’agevolazione è erogata alla PMI beneficiaria in un’unica soluzione, con le modalità e nei termini previsti dalla vigente disciplina della misura agevolativa per l’erogazione della prima quota.
  • Per le domande che non presentano i requisiti di cui all’articolo 20, comma 1 lettera b) del decreto-legge del 30 aprile 2019 n. 34 e per le quali, quindi, le agevolazioni non sono erogate in un’unica soluzione, la PMI, successivamente alla trasmissione del modulo RU/RQR, effettua la richiesta di pagamento su base annuale attraverso l’accesso alla piattaforma, previa comunicazione di eventuali variazioni intercorse.
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Resta al Sud

Si tratta di un incentivo per sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate da giovani under 36 nelle regioni del Mezzogiorno. È questo il senso di “Resto al Sud” che, nel 2019, presenta una grande novità: si allarga la platea dei destinatari e si innalza l’età per accedere all’incentivo gestito da Invitalia per favorire la nascita di nuove imprese nel Sud. I finanziamenti potranno essere richiesti anche dai liberi professionisti e dagli under 46 (il limite attuale è fino a 36 anni non compiuti).

L’agevolazione consiste in un contributo fino a 50mila euro a fondo perduto ed è gestita da Invitalia con una dotazione di 1,25 miliardi a valere sul Fondo di sviluppo e coesione. Il tipo di finanziamento continuerà a coprire il 100% delle spese, mediante un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo e un prestito bancario pari al 65%, assicurato dal Fondo di Garanzia per le PMI.

Con il bando Resto al Sud 2019 è possibile avviare iniziative imprenditoriali per la produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, la fornitura di servizi alle imprese e alle persone, il turismo e l’erogazione di servizi professionali.

Gli incentivi sono destinati a giovani residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda di finanziamento. Aperti anche a giovani che trasferiscano la residenza nelle regioni indicate dopo la comunicazione di esito positivo, non abbiano un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento e non siano già titolari di altra attività di impresa in esercizio.

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Credito D’Imposta

Puoi ottenere sino al 45% dei tuoi investimenti dal 2016 a 31/12/2019 in Credito di Imposta.

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1) Gli investimenti oggetto della misura devono ricadere nei territori indicati, ammissibile anche se sede legale in altre regioni ma opificio destinatario dell’investimento nelle regioni ammissibili.

2) Sono ammissibili anche investimenti effettuati mediante altre misure De-Minimis fornendo relativa documentazione abbinata alle fatture di acquisto.

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Che cos’è il credito d’imposta Mezzogiorno?

L’art. 1 co. 98 – 108 della L. 28.12.2015 n. 208 (legge di stabilità 2016) prevede il riconoscimento di un credito d’imposta alle imprese che effettuano, dall’1.1.2016 al 31.12.2019, gli investimenti agevolati destinati a strutture produttive del Mezzogiorno.

Il credito d’imposta spetta per l’acquisizione (con fattura o in leasing) di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate:

– nelle zone assistite delle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, ammissibili alle deroghe previste dall’art. 107 § 3 lett. a) del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE);

– nelle zone assistite delle Regioni Molise, Sardegna e Abruzzo, ammissibili alle deroghe previste dall’art. 107 § 3 lett. c) del TFUE.

Per avvalersi del credito d’imposta occorre presentare apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate (provv. Agenzia delle Entrate 24.3.2016 n. 45080).A seguito di analisi del progetto d’investimento, rilascia attestazione via pec del credito riconosciuto maurato o da maturare. Il credito è visibile dal cassetto fiscale del contribuente nella sezione Agevolazione.

Il credito d’imposta è riconosciuto fino al 20% dell’investimento realizzato dal 01.01.2016 al 28.02.2017 e del 45% dell’investimento realizzato o da realizzare dal 01.03.2017 al 31.12.2019.

Cosa fare per ottenerlo?

Per una veloce e gratuita pre-analisi, ci occorrono i seguenti documenti:

– Visura camerale aggiornata

– Durc online regolare

Per gli investimenti già realizzati dal 2016 al 2019:

– Fattura o contratto di leasing degli investimenti dal 2016 al 2019

Per gli investimenti da realizzare entro il 31.12.2019

– Preventivi, bozza contratto leasing o lista degli investimenti da effettuare entro il 31.12.2019

Chi può richiederlo?

Possono beneficiare del credito d’imposta tutte le imprese:

– indipendentemente dalla forma giuridica e dalle dimensioni;

– che effettuano nuovi investimenti, destinati a strutture produttive situate nelle aree ammissibili, a decorrere dall’1.1.2016 e fino al 31.12.2019.

Chi è escluso da credito d’imposta?

L’agevolazione non spetta ai soggetti che operano nei seguenti settori:

– industria siderurgica e carbonifera;

– costruzione navale;

– fibre sintetiche;

– trasporti e relative infrastrutture;

– produzione e distribuzione di energia e infrastrutture energetiche;

– creditizio, finanziario e assicurativo.

Quali investimenti sono agevolabili:

Sono agevolabili gli investimenti relativi:

– alla creazione di un nuovo stabilimento;

– all’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente;

– alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente;

– ad un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;

Sono esclusi gli investimenti di mera sostituzione.

Beni agevolabili

Gli investimenti oggetto dell’agevolazione sono quelli in nuovi:

– impianti;

– macchinari;

– attrezzature varie.

Sono, quindi, esclusi dall’agevolazione i beni immateriali, gli immobili e i veicoli, ad eccesione dei mezzi d’opera.

Come si utilizza il credito d’imposta?

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24 (codice tributo “6869”), attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline); a partire dal quinto giorno successivo alla data di rilascio della ricevuta attestante la fruibilità del credito d’imposta, senza alcun limite di data o importo.

Esempio:

Credito d’imposta maturato di euro 45.000,00 e devo pagare modello F24 di euro 5.000,00 di cui IVA, Ires, contributi dipendenti, Imu, come utilizzo il credito?

F24 a saldo zero, non pago alcun importo, resta un credito residuo da compensare di euro 40.000,00.

Esempio:

Investimento realizzato 2018

Ho comprato impianti e macchinari nuovi nel 2018, di cui euro 50.000,00 oltre IVA con fattura o contratto di leasing con scadenza 2023 ed euro 30.000,00 oltre IVA con fattura. Quanto posso recuperare?

Risposta

Impianti – Leasing euro 50.000,00

Impianti euro 30.000,00

Totale investimenti nuovi euro 80.000,00

Credito Imposta 45% euro 36.000,00

Da compensare in F24 dal quinto giorno dell’approvazione Agenzia delle Entrate

Investimento da realizzare 2019

Ho in progetto di acquistare impianti e macchinari nuovi nel 2019, di cui euro 50.000,00 oltre IVA con fattura o contratto di leasing con scadenza 2023 ed euro 30.000,00 oltre IVA con fattura. Quanto posso recuperare?

Risposta

Impianti – Leasing euro 50.000,00

Impianti euro 30.000,00

Totale investimenti nuovi euro 80.000,00

Credito Imposta 45% euro 36.000,00

Da compensare in F24 dal quinto giorno dell’approvazione Agenzia delle Entrate e dalla data di stipula del contratto di leasing o data fattura dell’investimento entro il 31.12.2019

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Medio Credito Centrale

L’Attività di consulenza sul medio credito centrale è specializzata nell’attività di affiancamento dalla preanalisi dell’esigenza sino alla presentazione della domanda presso l’istituto di credito convenzionato.

L’attività di Medio credito centrale si incentra sulla garanzia erogata da Banca del Mezzogiorno Mediocredito centrale S.p.a. che eroga garanzia nell’ambito delle iniziative del fondo nazionale di garanzia di cui all’art. 62, comma 1 del D.L.gs.vo 23 Luglio 1996, n.415.

Il fondo agisce secondo diversi tipi di interventi. Le agevolazioni contemplano Fondo di Garanzia, Garanzia Campania Bond, Fondi di ingegneria finanziaria e Fare Lazio, mentre per i finanziamenti gestisce ChiroFast e Chiro PMI.

  • Per mezzo del fondo di garanzia Micropiccole e medie Imprese, e professionisti (escluse le attività finanziarie) vedono garantite  tutte le operazioni finanziarie direttamente finalizzate all’attività d’impresa concesse da un soggetto finanziatore (banca o altro intermediario finanziario).

garanzia copre fino ad un massimo dell’80% dell’importo dell’operazione finanziaria e fino ad un importo massimo garantito per beneficiario di 2,5 milioni di euro.

Il Fondo può intervenire

  • sia garantendo direttamente l’operazione finanziaria (Garanzia Diretta)
  • sia controgarantendo/riassicurando un soggetto garante (confidi o altro intermediario finanziario) che garantisce l’operazione in prima istanza (Controgaranzia/Riassicurazione).

I beneficiari devono essere in possesso dei requisiti oggettivi e soggettivi previsti dalle Disposizioni Operative.