Archivio mensile Marzo 2021

DiDEEP BUSINESS

La gestione delle emergenze ambientali

Un evento che può generare conseguenze anche importanti sull’ambiente

L’emergenza ambientale può interessare le matrici ambientali quali acqua, aria e suolo.

Le emergenze ambientali solo legate alla dispersione di sostanze pericolose legate a:

  • contaminazioni di corpi idrici superficiali;
  • inquinamento dell’atmosfera qualora si manifesti sotto forma di episodi acuti e/o particolarmente gravi di disagi irritativi o olfattivi;
  • incidenti con ricaduta ambientale in insediamenti produttivi e di servizio (impianti e depositi industriali), con fuoriuscite di sostanze pericolose in seguito al malfunzionamento di impianti, rotture di tubazioni o serbatoi, fughe di gas tossici, reazioni dovute a miscelazione di prodotti chimici, incendiesplosioni;
  • incidenti con ricaduta ambientale durante il trasporto (incidenti stradali e ferroviari con rilascio di sostanza inquinante), in seguito alla rottura di cisterne, per cattivo stivaggio o utilizzo di imballaggi non idonei;

Ai sensi dell’articolo 242, comma 1 e 2, del D. Lgs n. 152/2006 – Testo Unico Ambientale – “Al verificarsi di un evento che sia potenzialmente in grado di contaminare il sito, il responsabile dell’inquinamento mette in opera entro ventiquattro ore le misure necessarie di prevenzione e ne dà immediata comunicazione ai sensi e con le modalità di cui all’ articolo 304, comma 2 (del d.lgs. n. 152/2006). La medesima procedura si applica all’atto di individuazione di contaminazioni storiche che possano ancora comportare rischi di aggravamento della situazione di contaminazione.

Un evento emergenziale, quindi, oltre ad avere quindi una connotazione strettamente cogente, assume principale rilievo anche per le Aziende certificate UNI EN ISO 14001:2015.

Il punto 8.2 della norma prevede, infatti, che l’Organizzazione per gestire le emergenze ambientali debba:

  1. prepararsi a rispondere pianificando azioni per prevenire o mitigare impatti ambientali negativi derivanti da situazioni di emergenza;
  2. rispondere alle situazioni di emergenza reali;
  3. intraprendere azioni per prevenire o mitigare le conseguenze di azioni di emergenza, appropriate all’importanza dell’emergenza e del potenziale impatto ambientale;
  4. sottoporre periodicamente a prova le azioni di risposta pianificate, ove praticabile;
  5. riesaminare e revisionare periodicamente i processi e le azioni di risposta pianificate, in particolare dopo che si sono verificate situazioni di emergenza o di prova;
  6. fornire informazioni e formazione pertinenti, in relazione alla preparazione e risposta alle emergenze, come appropriato, alle parti interessate pertinenti, comprese le persone che svolgono attività lavorative sotto il loro controllo;

L’adozione di un SGA conforme alla normativa armonizzata internazionale UNI EN ISO 14001:2015 permette quindi all’Azienda di essere pronta a fronteggiare il verificarsi di una situazione emergenziale, mitigando in primis le conseguenze della stessa in termini di impatti ambientali e, di conseguenza, evitare di incorrere in cospicue sanzioni di natura penale, di subire un grave danno all’immagine e alla reputazione con perdita di Clienti nonché di evitare tutti i risvolti connessi ad una eventuale responsabilità ex D. Lgs. 231/2001 circa la “responsabilita’ amministrativa delle persone giuridiche”.

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La verifica della conformità legislativa

Cosa è e a che cosa serve

La UNI EN ISO 14001:2015 prevede che l’Organizzazione si doti di strumenti necessari a verificare la propria conformità legislativa rispetto ai “requisiti di legge e di altro tipo”.

La UNI EN ISO 14001:2015 al punto 6.1.3 facendo riferimento agli “obblighi di conformità”, prevede che l’Organizzazione si doti di procedure e strumenti finalizzati a:

1) determinare quali sono i requisiti di conformità che l’Organizzazione deve rispettare in base alle sue caratteristiche. Questo prevede di estrarre dalle norme applicabili (provvedimenti normativi) quelle che sono le prescrizioni applicabili;

2) definire come questi obblighi vanno applicati alla propria realtà, ovvero come l’Organizzazione mette in atto un requisito specifico;

3) tenere conto delle prescrizioni nel pianificare le proprie attività di miglioramento. Ad esempio, se il prossimo anno entrerà in vigore una qualche nuova prescrizione legale, tra gli obiettivi da raggiungere sarà sicuramente da inserire il rispetto di questa prescrizione e definire il programma di attuazione al fine di adempiervi nei tempi previsti.

In sintesi, l’Organizzazione deve istituire un elenco, NON DELLE NORME APPLICABILI, ma dei REQUISITI che quelle norme impongono all’Organizzazione e come vi adempie o intende adempiere, nel caso di norme non ancora in vigore.

Dopo aver definito le prescrizioni applicabili e come possono essere rispettate dall’Organizzazione, sarà necessario verificarne l’effettiva applicazione. Questo processo, chiamato appunto “valutazione della conformità” al punto 9.1.2. della UNI EN ISO 14001:2015, prevede che l’Organizzazione valuti periodicamente il rispetto dei requisiti di legge. Questa verifica è volta ad un’analisi di secondo livello sul rispetto normativo, una sorta di audit su un tema specifico. L’Organizzazione, non usa la valutazione di conformità per rispettare le norme, ma per individuare eventuali carenze nel sistema che hanno portato o possono portare al mancato rispetto di una prescrizione.

La periodicità della verifica è necessaria per due motivi:

1) verificare che il sistema gestisca in maniera opportuna le prescrizioni che prevedono una scadenza o una ricorsività;

2) verificare che il sistema gestisca adeguatamente i cambiamenti che potrebbero rendere applicabile una prescrizione che prima non lo era.

L’output della verifica di conformità, oltre alle necessarie informazioni documentate relative a questa attività, possono essere delle non conformità che andranno gestite in questo modo:

1) Trattamento: provvedere a correggere la non conformità rilevata;

2) Azione Correttiva: individuare una o più misure finalizzate ad evitare che possa ricapitare un evento di questo tipo.

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L’ANALISI AMBIENTALE INIZIALE (AAI)

Che cos’è e come si effettua

L’Analisi Ambientale Iniziale condotta per l’implementazione di un Sistema di Gestione Ambientale secondo la UNI EN ISO 14001:2015 o in base al Regolamento EMAS è uno dei momenti fondamentali e più delicati dell’implementazione dello stesso.

Essa si articola sostanzialmente in 5 fasi, che sono:

  • Inquadramento del sito;
  • Descrizione delle attività;
  • Identificazione e descrizione degli aspetti ambientali;
  • Identificazione delle prescrizioni legislative e regolamentari – La conformità legislativa;
  • Identificazione degli impatti ambientali e loro significatività – Matrice aspetti/impatti.

INQUADRAMENTO DEL SITO

Si tratta della prima fase dell’analisi ambientale e parte da uno studio delle caratteristiche generali dell’area circostante il sito. Le informazioni raccolte devono descrivere in modo sintetico l’inquadramento geografico, che deve tenere in considerazione vari aspetti: territoriale, paesaggistico, urbanistico e quello tipicamente ambientale (clima, idrogeologia, morfologia, aree d’interesse naturalistico, presenza di altre fonti significative di inquinamento). Durante questo passaggio va valutata la sensibilità del territorio in base alla presenza di recettori particolarmente sensibili, sia di tipo antropico, sia di tipo biotico, inoltre va considerata la possibilità di azioni di protesta da parte della popolazione o di azioni di pressione da parte delle autorità.

DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’

Si tratta del secondo step e riguarda l’analisi dettagliata delle attività, prodotti e servizi svolti dall’Organizzazione. L’analisi in questione deve contenere una descrizione del sito produttivo, facendo anche riferimento a situazioni di inquinamento e di contaminazioni dovute ad attività passate. L’Azienda deve individuare le attività svolte all’interno del sito produttivo, tenendo anche conto delle attività portate avanti da eventuali appaltatori e imprese di servizi.
Altra cosa importante è che dovrebbe essere illustrato il layout di processo e le varie fasi elementari che ne fanno parte. Bisogna anche ricordare che per ogni fase va poi impostato un bilancio di flusso (di materia e di energia), che identifichi i potenziali aspetti ambientali legati alle singole fasi.

IDENTIFICAZIONE E DESCRIZIONE DEGLI ASPETTI AMBIENTALI

L’identificazione degli aspetti ambientali si basa sulle analisi effettuate al momento della descrizione delle attività. Questa fase deve sicuramente tener conto di condizioni operative normali e anormali, di possibili situazioni di emergenza e di incidenti.
Il processo parte dall’individuazione delle fasi e dei punti in cui si originano i vari aspetti, prosegue con la raccolta delle informazioni necessarie alla quantificazione dell’aspetto, infine porta alla costruzione di un quadro dei punti di origine e di un bilancio di flusso dei vari aspetti. La raccolta dei dati solitamente avviene tramite liste di controllo, interviste, analisi documentali, misurazioni, ispezioni dirette, risultati di audit precedenti, etc.

IDENTIFICAZIONE DELLE PRESCRIZIONI LEGISLATIVE E REGOLAMENTARI – LA CONFORMITA’ LEGISLATIVA

È molto importante non lasciare nulla al caso e individuare tutte le prescrizioni di legge, che devono essere ottemperate dall’Azienda sia in fase di autorizzazione che di controllo. Le prescrizioni legislative da considerare sono diverse: quelle inerenti l’attività, quelle specifiche per i prodotti o servizi dell’organizzazione, le autorizzazioni, le licenze, i permessi, etc.

IDENTIFICAZIONE DEGLI IMPATTI AMBIENTALI E LORO SIGNIFICATIVITA’ – MATRICE ASPETTI/IMPATTI

Una volta individuati gli aspetti ambientali, va successivamente costruita la matrice attraverso la quale identificare gli impatti ambientali, reali e potenziali, positivi e negativi, associati a ciascun aspetto, valutando la significatività degli stessi.
L’impatto ambientale è tanto più significativo quando la componente ambientale che lo subisce non è in grado di ripristinare le proprie condizioni ambientali.

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UNI EN ISO 14001:2015 – Sistema di Gestione Ambientale

Che cosa è la UNI EN ISO 14001:2015

La norma UNI EN ISO 140012015 definisce a livello mondiale in che modo un’Organizzazione deve strutturarsi affinché possa essere certa di avere il maggiore successo possibile in termini di prestazioni ambientali. Si tratta di una norma applicabile a tutte le Organizzazioni, indipendentemente da cosa facciano, in quanto ogni organizzazione produce, tramite la propria attività, modifiche all’ambiente attraverso l’utilizzo di risorse energetiche e la conseguente produzione di rifiuti.

I vantaggi competitivi

La certificazione in questione richiede un’analisi completa e minuziosa delle attività aziendali al fine di identificare quali modifiche provocano all’ambiente in cui la stessa opera. Questa analisi, detta Analisi Ambientale Iniziale (AAI), costituisce anche il momento per la verifica dello stato aziendale rispetto a quanto richiesto dalla legge in base al D.Lgs 152/2006 – Testo Unico Ambientale.

Attraverso l’esecuzione di un’accurata AAI è possibile individuare gli Aspetti Ambientali Significativi, ovvero quegli aspetti che possono potenzialmente determinare i maggiori Impatti Ambientali.

La certificazione ambientale è sempre più richiesta dai grandi committenti e dalle aziende americane e nord europee.

I vantaggi competitivi derivanti da una certificazione ambientale ottenuta secondo la normativa ISO 14001:2015 sono molteplici:

  • economici, derivanti dalla riduzione dei consumi e della produzione di rifiuti;
  • di immagine, agli occhi dei clienti. Molto spesso le aziende richiedono questa certificazione nella fase di qualifica di eventuali nuovi fornitori;
  • monitoraggio costante, attraverso uno scadenzario, del rispetto di tutti i vincoli previsti dalla legge in materia ambientale e di sicurezza;
  • sgravi fiscali in materia di IRAP.

Cosa garantisce l’applicazione della UNI EN ISO 14001:2015

L’ottenimento della certificazione ai sensi della norma UNI EN ISO 14001:2015 garantisce:

  • l’individuazione delle problematiche ambientali che investono l’azienda;
  • la formazione del proprio personale sulla base di una migliore consapevolezza dei risparmi energetici;
  • la capacità di strutturare uno scadenzario degli obblighi legislativi da assolvere;
  • una perfetta integrazione con eventuali sistemi Qualità già applicati dall’organizzazione.

Ma l’aspetto principale derivante dalla certificazione ambientale è rappresentato dal fatto che la stessa modifica, in positivo, il rapporto dell’azienda con l’ambiente circostante garantendo il migliorando del benessere del personale e della qualità delle proprie attività.